“What is the worth of the world compared to life? And what is the worth of life if not to be given?”
Michiel Peeters - We are made for paradise, where our deepest human desires meet infinite divine satisfaction.
Friends, we are made for paradise. As Anne Vercors says, before the dead body of his daughter, Violaine, in Paul Claudel's The Tidings Brought to Mary: "Is the object of life only to live? Will the feet of God's children be fastened to this wretched earth? It is not to live, but to die, and not to hew the cross, but to mount upon it, and to give all that we have, laughing! There is joy, there is freedom, there is grace, there is eternal youth! [...] What is the worth of the world compared to life? And what is the worth of life if not to be given?"
We are made for a destiny, infinitely more positive than anything we can grasp on this earth. A destiny of happiness, in which we will lack nothing, or better, where—to quote Saint Ephrem—we will experience, at the same time, an immense thirst and an infinite satisfaction; it will be like a magnificent feast with friends, without suffering or tears. What's more, as St John says in today's second reading: "We shall be like [God], for we shall see him as he is." Divinization. Our divinization. That is what Christ has come for. As the priest says at every Mass: "By the mystery of this [sacrament] may we come to share in the divinity of Christ who humbled himself to share in our humanity."
Who will share in the divinity of Christ? In John's great vision, from which we heard a part in the first reading, he saw "a great multitude..., from every nation, race, people, and tongue. They stood before the throne and before the Lamb, wearing white robes and holding palm branches in their hands... 'These are the ones who have ... washed their robes and made them white in the Blood of the Lamb.'" These are the ones whose humanity was purified and exalted through Christ's vicissitudes, by participating in what Christ did and allowed to be done to him, becoming one of us, "humbling himself to share in our humanity." These are the ones who became themselves by following Christ, getting baptized, and becoming part of Christ's presence in this world.
What does Christ do to those who run into him and follow him? He awakens, educates, and fulfills their hearts. He lifts their desires to their true level. "Lord, this is the people that longs to see your face." That is the expression of those who follow the Lamb, who wash their robes and make them white in the Blood of the Lamb. The human being who is saved—the human being who walks to its destiny—experiences an ever-increasing desire, hunger, thirst. In fact, Jesus says: "Blessed are the poor in spirit [those who have no second plans, no double agenda, who are as God made them], for theirs is the Kingdom of heaven. Blessed are they who mourn [who weep, who lack], for they will be comforted.... Blessed are they who hunger and thirst for righteousness, for they will be satisfied.... Blessed are the clean of heart [the true of heart], for they will see God.... Blessed are they who are persecuted for the sake of righteousness [for what is true, truly needed], for theirs is the Kingdom of heaven. [And] blessed are you when they insult you because of me. Rejoice and be glad, for your reward will be great in heaven."
"Everyone who has this hope based on Him makes himself pure, as he is pure."
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Creati per il Paradiso.
Michiel Peeters
Siamo stati creati per il Paradiso, dove i nostri desideri umani più profondi incontrano l’infinita soddisfazione divina.Amici, siamo stati creati per il Paradiso. Come dice Anne Vercors, davanti al cadavere di sua figlia Violaine, in La notizia portata a Maria di Paul Claudel: «Lo scopo della vita è forse solo quello di vivere? I piedi dei figli di Dio saranno forse incatenati a questa misera terra? Non si tratta di vivere, ma di morire; non di scolpire la croce, ma di salirvi sopra, e di dare tutto ciò che abbiamo, ridendo! C’è gioia, c’è libertà, c’è grazia, c’è giovinezza eterna! [...] Che valore ha il mondo rispetto alla vita? E che valore ha la vita se non quello di essere donata?»
Siamo fatti per un destino infinitamente più positivo di qualsiasi cosa possiamo comprendere su questa terra. Un destino di felicità, in cui non ci mancherà nulla, o meglio, dove — per citare sant’Efrem — proveremo, allo stesso tempo, un’immensa sete e un’infinita soddisfazione; sarà come una magnifica festa tra amici, senza sofferenza né lacrime. Inoltre, come dice san Giovanni nella seconda lettura di oggi: «Saremo simili a [Dio], perché lo vedremo così come egli è». La divinizzazione. La nostra divinizzazione. È per questo che Cristo è venuto. Come dice il sacerdote in ogni Messa: «Per il mistero di questo [sacramento] possiamo arrivare a partecipare alla divinità di Cristo, che si è umiliato per partecipare alla nostra umanità».
Chi parteciperà alla divinità di Cristo? Nella grande visione di Giovanni, di cui abbiamo ascoltato un brano nella prima lettura, egli vide «una grande moltitudine..., di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, vestiti di vesti bianche e con rami di palma nelle mani... “Questi sono coloro che hanno... lavato le loro vesti e le hanno imbiancate nel Sangue dell’Agnello”. «Questi sono coloro la cui umanità è stata purificata ed esaltata attraverso le vicissitudini di Cristo, partecipando a ciò che Cristo ha fatto e ha permesso che gli fosse fatto, diventando uno di noi, “umiliandosi per condividere la nostra umanità”. Questi sono coloro che sono diventati se stessi seguendo Cristo, ricevendo il battesimo e diventando parte della presenza di Cristo in questo mondo.
Cosa fa Cristo a coloro che lo incontrano e lo seguono? Risveglia, educa e appaga i loro cuori. Eleva i loro desideri al loro vero livello. «Signore, questo è il popolo che anela a vedere il tuo volto». Questa è l’espressione di coloro che seguono l’Agnello, che lavano le loro vesti e le rendono bianche nel Sangue dell’Agnello. L’essere umano che è salvato — l’essere umano che cammina verso il proprio destino — prova un desiderio, una fame e una sete sempre crescenti. Infatti, Gesù dice: «Beati i poveri in spirito [coloro che non hanno piani alternativi, né doppie intenzioni, che sono come Dio li ha creati], perché di essi è il Regno dei cieli. Beati coloro che piangono [che piangono, che sono nel bisogno], perché saranno consolati... Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati... Beati i puri di cuore [i sinceri di cuore], perché vedranno Dio... Beati coloro che sono perseguitati per causa della giustizia [per ciò che è vero, veramente necessario], perché di essi è il Regno dei cieli. [E] beati voi quando vi insultano a causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande sarà la vostra ricompensa nei cieli».
«Chiunque ha questa speranza in Lui, si purifica, come Egli è puro».
Ap 7,2-4.9-14; Sal 24,6; 1 Gv 3,1-3; Mt 11,28; Mt 5,1-12a
Omelia di padre Michiel Peeters, Cappellania dell’Università di Tilburg — 1 novembre 2026 -
Hechos para el paraíso.
Michiel Peeters.
Estamos hechos para el paraíso, donde nuestros deseos humanos más profundos encuentran la satisfacción divina infinita.Amigos, estamos hechos para el paraíso. Como dice Anne Vercors, ante el cadáver de su hija, Violaine, en La noticia dada a María, de Paul Claudel: «¿Acaso el objetivo de la vida es solo vivir? ¿Quedarán los pies de los hijos de Dios atados a esta miserable tierra? No se trata de vivir, sino de morir; y no de tallar la cruz, sino de subir a ella y dar todo lo que tenemos, ¡riendo! ¡Ahí está la alegría, ahí está la libertad, ahí está la gracia, ahí está la eterna juventud! [...] ¿Qué valor tiene el mundo comparado con la vida? ¿Y qué valor tiene la vida si no es para ser entregada?»
Estamos hechos para un destino infinitamente más positivo que cualquier cosa que podamos comprender en esta tierra. Un destino de felicidad, en el que no nos faltará nada, o mejor dicho, donde —por citar a san Efrén— experimentaremos, al mismo tiempo, una inmensa sed y una satisfacción infinita; será como un magnífico banquete con amigos, sin sufrimiento ni lágrimas. Es más, como dice san Juan en la segunda lectura de hoy: «Seremos como [Dios], porque le veremos tal como es». La divinización. Nuestra divinización. Para eso ha venido Cristo. Como dice el sacerdote en cada misa: «Por el misterio de este [sacramento], lleguemos a participar de la divinidad de Cristo, que se humilló para participar de nuestra humanidad».
¿Quién participará de la divinidad de Cristo? En la gran visión de Juan, de la que hemos escuchado una parte en la primera lectura, él vio «una gran multitud..., de todas las naciones, razas, pueblos y lenguas. Estaban de pie ante el trono y ante el Cordero, vestidos con túnicas blancas y con ramas de palma en las manos... “Estos son los que han... lavado sus túnicas y las han blanqueado en la Sangre del Cordero”». «Estos son aquellos cuya humanidad fue purificada y exaltada a través de las vicisitudes de Cristo, al participar en lo que Cristo hizo y permitió que le hicieran, al hacerse uno de nosotros, “humillándose para compartir nuestra humanidad”. Estos son los que se hicieron ellos mismos al seguir a Cristo, al bautizarse y al formar parte de la presencia de Cristo en este mundo.
¿Qué hace Cristo con aquellos que se topan con él y le siguen? Despierta, educa y colma sus corazones. Eleva sus deseos a su verdadero nivel. «Señor, este es el pueblo que anhela ver tu rostro». Esa es la expresión de quienes siguen al Cordero, quienes lavan sus túnicas y las blanquean en la Sangre del Cordero. El ser humano que es salvo —el ser humano que camina hacia su destino— experimenta un deseo, un hambre y una sed cada vez mayores. De hecho, Jesús dice: «Bienaventurados los pobres de espíritu [aquellos que no tienen planes alternativos, ni doble intención, que son tal y como Dios los creó], porque de ellos es el Reino de los cielos. Bienaventurados los que lloran [los que lloran, los que carecen], porque serán consolados... Bienaventurados los que tienen hambre y sed de justicia, porque serán saciados… Bienaventurados los de corazón puro [los sinceros de corazón], porque verán a Dios… Bienaventurados los que son perseguidos por causa de la justicia [por lo que es verdadero, verdaderamente necesario], porque de ellos es el Reino de los cielos. [Y] bienaventurados seréis cuando os insulten por mi causa. Regocijaos y alegraos, porque vuestra recompensa será grande en los cielos».
«Todo aquel que tiene esta esperanza puesta en Él se purifica a sí mismo, así como Él es puro».
Ap 7, 2-4; 9-14; Sal 24, 6; 1 Jn 3, 1-3; Mt 11, 28; Mt 5, 1-12a
Homilía del P. Michiel Peeters, Capellanía de la Universidad de Tilburg — 1 de noviembre de 2026 -
Fait pour le Paradis.
Michiel Peeters.
Nous sommes faits pour le paradis, là où nos désirs humains les plus profonds trouvent une satisfaction divine infinie.Mes amis, nous sommes faits pour le paradis. Comme le dit Anne Vercors, devant le corps sans vie de sa fille Violaine, dans L’Annonciation de Paul Claudel : « Le but de la vie est-il seulement de vivre ? Les pieds des enfants de Dieu seront-ils enchaînés à cette misérable terre ? Ce n’est pas pour vivre, mais pour mourir, et non pas pour tailler la croix, mais pour y monter, et pour donner tout ce que nous avons, en riant ! Il y a la joie, il y a la liberté, il y a la grâce, il y a la jeunesse éternelle ! [...] Que vaut le monde comparé à la vie ? Et que vaut la vie si ce n’est d’être donnée ? »
Nous sommes faits pour une destinée infiniment plus positive que tout ce que nous pouvons saisir sur cette terre. Une destinée de bonheur, où rien ne nous manquera, ou mieux, où — pour citer saint Éphrem — nous éprouverons, à la fois, une soif immense et une satisfaction infinie ; ce sera comme un magnifique festin entre amis, sans souffrance ni larmes. De plus, comme le dit saint Jean dans la deuxième lecture d’aujourd’hui : « Nous serons semblables [à Dieu], car nous le verrons tel qu’il est. » La divinisation. Notre divinisation. C’est pour cela que le Christ est venu. Comme le dit le prêtre à chaque messe : « Par le mystère de ce [sacrement], puissions-nous parvenir à partager la divinité du Christ qui s’est humilié pour partager notre humanité. »
Qui partagera la divinité du Christ ? Dans la grande vision de Jean, dont nous avons entendu un extrait dans la première lecture, il a vu « une grande multitude…, de toutes nations, races, peuples et langues. Ils se tenaient devant le trône et devant l’Agneau, revêtus de robes blanches et tenant des branches de palmier dans leurs mains… “Ce sont ceux qui ont… lavé leurs robes et les ont blanchies dans le sang de l’Agneau.” « Ce sont ceux dont l’humanité a été purifiée et exaltée par les vicissitudes du Christ, en participant à ce que le Christ a accompli et a laissé faire, en devenant l’un de nous, « s’humiliant pour partager notre humanité ». Ce sont ceux qui se sont trouvés eux-mêmes en suivant le Christ, en se faisant baptiser et en s’intégrant à la présence du Christ dans ce monde.
Que fait le Christ à ceux qui le rencontrent et le suivent ? Il éveille, forme et comble leur cœur. Il élève leurs désirs à leur véritable niveau. « Seigneur, voici le peuple qui aspire à voir ta face. » Telle est l’expression de ceux qui suivent l’Agneau, qui lavent leurs tuniques et les blanchissent dans le Sang de l’Agneau. L’être humain qui est sauvé — l’être humain qui marche vers sa destinée — éprouve un désir, une faim, une soif toujours croissants. En effet, Jésus dit : « Heureux les pauvres en esprit [ceux qui n’ont pas de plan de secours, pas de double agenda, qui sont tels que Dieu les a créés], car le Royaume des cieux est à eux. Heureux ceux qui pleurent [qui versent des larmes, qui sont dans le besoin], car ils seront consolés… Heureux ceux qui ont faim et soif de justice, car ils seront rassasiés… Heureux ceux qui ont le cœur pur [les sincères de cœur], car ils verront Dieu… Heureux ceux qui sont persécutés pour la justice [pour ce qui est vrai, ce dont on a véritablement besoin], car le Royaume des cieux est à eux. [Et] heureux êtes-vous quand on vous insulte à cause de moi. Réjouissez-vous et exultez, car votre récompense sera grande dans les cieux. »
« Quiconque a cette espérance en Lui se purifie, comme Lui-même est pur. »
Ap 7, 2-4, 9-14 ; Ps 24, 6 ; 1 Jn 3, 1-3 ; Mt 11, 28 ; Mt 5, 1-12a
Homélie du Père Michiel Peeters, Aumônerie de l’Université de Tilburg — 1er novembre 2026